TERAMO – Per i medici abruzzesi il sistema sanitario è fortemente a rischio. E le spese le fanno la cittadinanza e i colleghi, precari, più giovani. “Nelle ASL abruzzesi sono iniziati i licenziamenti dei medici ed operatori sanitari assunti a tempo determinato. Ciò che avevamo anticipato si sta avverando e la situazione negli ospedali comincia ad essere critica: nei reparti e negli ambulatori inizia la sofferenza per soddisfare le richieste e si riducono le prestazioni ma, soprattutto, non si intravede una possibile via di uscita”. A parlare è il sindacato Anaao Assomed abruzzese dei medici ospedalieri. Il sindacato accusa D’Alfonso: ”Avevamo chiesto al Governatore di prendere in considerazione la possibilità di derogare in alcune situazioni, come ad esempio nei casi di sostituzioni richieste per gravidanze o malattie particolarmente lunghe oppure per le situazioni in cui esistono graduatorie ancora non utilizzate. L’unica risposta certa che abbiamo finora ottenuto sono stati i primi licenziamenti avvenuti ad aprile ed il blocco completo delle proroghe dei contratti a partire dal prossimo giugno. L’Anaao chiede “con forza che venga trovata una via condivisa per poter evitare il licenziamento di ulteriori precari dal sistema sanitario e rivolge un appello a tutte le forze politiche e sociali affinché si prenda in seria considerazione questo problema che, a ben vedere, va oltre i semplici problemi campanilistici e prefigura il rischio concreto di una dissoluzione dell’intero sistema sanitario abruzzese”.
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